La Chiesa dei Siciliani

… e dei Bersaglieri

S. MARIA ODIGITRIA, venerata a Roma nella CHIESA DEI SICILIANI, è Patrona del Corpo dei Bersaglieri con il Titolo di Madonna del Buon Cammino.

A Roma, la chiesa intitolata a “S. Maria Odigitria” che s’affaccia su via del Tritone, nei pressi di Piazza Barberini, è nota come la Chiesa dei Siciliani.

Edificata a partire dal 1593 grazie al lascito di don Matteo Catalano, nativo di Palazzolo Acreide, fu aperta al culto il 15 agosto 1596.

Distrutta dalle truppe napoleoniche, venne ricostruita agli inizi dell’Ottocento.

Nel 1988, in un progetto di riordino delle immagini sacre incoraggiato dal card. Salvatore Pappalardo, l’allora titolare (perché Arcivescovo di Palermo e Primate di Sicilia), furono sostituite le vecchie tele ottocentesche, di scarso valore artistico, con opere realizzate da cinque noti pittori siciliani che, in chiave moderna, fra l’altro, raffigurano a olio, le tre sante isolane Lucia, Rosalia e Agata.

Nel corso di un approfondito restauro dell’edificio sacro eseguito di recente, nelle due lunette sopra un altare “Divo Conrado dicatum”, sono venuti alla luce due affreschi seicenteschi che riguardano da vicino il santo protettore della città di Noto in Sicilia: L’incauto incendio del bosco e Il pellegrino Corrado bastonato Testodai contadini nelle campagne di Palazzolo.

In questa seconda lunetta, per far comprendere al visitatore che l’esecrabile episodio era avvenuto nella nostra Isola, l’anonimo pittore colloca, sullo sfondo, i protagonisti del celeberrimo mito di Aci e Galatea, cantato da Ovidio nelle Metamorfosi: un’insenatura sovrastata dall’Etna in eruzione.

Mare e vulcano, entrambi elementi-simbolo della Sicilia classica più antica, mettono in evidenza l’amore dei due giovani che supera ogni ostacolo, evidente contrappunto al sacrilego agire di quei vili manigoldi.

Da qui, l’idea di collocare sull’altare del Santo una copia del San Corrado intercede presso la Vergine per la Città di Noto, nota opera settecentesca di Sebastiano Conca, commissionata dalla badessa benedettina suor Isabella Rau della Ferla.

Inviata in Sicilia nel 1759, era stata collocata sull’altare maggiore del Santuario appena ultimato. Da sempre l’interessante opera del bravo artista romano affascina quanti lo visitano perchè racchiude, come uno scrigno prezioso, la grotta nella quale è vissuto il Santo Protettore.

Oltre alla Vergine, anche l’immagine di S. Corrado è molto pregnante: ricchi e poveri, nelle sue tre componenti – Nobiltà Clero Popolo – hanno riconosciuto da sempre come loro Protettore il mite fraticello.
Un attento sguardo alla sua figura, infatti, specie le fattezze del volto e delle mani, fa comprendere come tutta la città vi è rappresentata in nuce.

La ieraticità del volto e la nobiltà che si irradia da essa, certamente soddisfa il clero e la classe nobiliare;

osservando le mani, mani ancora sporche di terra, come se il Santo si sia ricordato di un improrogabile, urgente bisogno di correre ai piedi della Vergine per impetrare la grazia della protezione divina sui poveri della città, vi riconoscono l’umile eremita come uno di loro, come il loro Protettore.

Nel 2015 al maestro Francesco Coppa, netino, è stata commissionata, dalla Città e dalla Curia vescovile di Noto, la realizzazione di una copia dell’opera del Conca: un lavoro di buon livello tecnico e artistico, molto apprezzato e degno di stare al fianco delle tele già esistenti.

L’immagine descritta nell’antico affresco di Corrado pellegrino, bisognoso di cure e di protezione, suprema virtù simbolo di amore verso il prossimo, virtù praticata a lungo dal santo, vuole altresì simboleggiare una Chiesa nata per l’accoglienza: così come i netini non negarono l’ospitalità a Corrado, i siciliani, nell’Hospitium annesso alla chiesa romana, avrebbero accolto come fratelli i propri “connazionali” a Roma. Era questo, al di là della sterile retorica, lo spirito che animava Noto e la Sicilia nel Seicento e oltre.

L’8 febbraio 1996, l’Arcivescovo Giuseppe Mani, Ordinario Militare per l’Italia, previo parere favorevole dello Stato Maggiore Esercito, ha decretato quale Santa Patrona del Corpo dei Bersaglieri la Madonna del Buon Cammino fissandone la data della celebrazione l’8 settembre di ogni anno, anniversario della “Benedizione Apostolica” impartita dal Santo Padre all’Associazione Nazionale Bersaglieri.

Prof.
Antonino Terranova
Storico
dell’Arte

Socio Simpatizzante ANB Acireale




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La chiesa dei Siciliani ultima modifica: 2017-02-02T18:38:46+00:00 da Gino David Leonardi